L'incredibile storia di Peque
La storia vera della donna più sensibile del mondo
"Prendi una persona.
Prendine un'altra.
Mettile insieme, ora son due."
Immagina la cosa più incredibile che ti possa capitare.
Mi riferisco alla storia d'amore più profonda che abbia mai vissuto.
Una storia fantastica, almeno quanto lei.
Lei è Peque: un vero casino!
Non esagero, sono parole sue.
Quando per la prima volta nella mia vita sentii parlare della sensibilità e della dolcezza, non avrei mai pensato, un giorno, di trovarmele di fronte entrambe.
Che sorpresa!, ma anche che grande fortuna.
Stavano esattamente dove avrei sempre sperato di trovarle: nella persona più importante della mia vita.
Peque è una scoperta dopo l'altra.
Sa esattamente di cosa parla, e questo sembra banale ma, credetemi, in realtà non lo è per niente. E poi è bellissima.
Sa esattamente dove stanno tutte le sue cose. A parte l'accendino, quello lo perde sempre!
Le sue cose stanno tutte in una stanza, in un appartamento condiviso e preso in affitto a cifre troppo elevate per essere considerate oneste. In quella stanza può entrare solo lei: c'è troppo casino, meglio non andare. In quella stanza ci sono tutti i suoi vestiti, un po' dentro l'armadio dall'anta rotta, un po' sparsi qua e la. Qualcuno potrebbe dire che si tratti di disordine, ma non è così. Quella è la stanza di Peque!
Da li esce tutte le mattine per andare al lavoro. Un lavoro che dice di non piacerle, anche se i suoi occhi dicono il contrario. Si, gli occhi. I suoi ti permettono una cosa rarissima, quella di vedere dentro di lei in un secondo.
E' tutto li, una miriade di pensieri e di emozioni bellissime e in continua evoluzione. Alla ricerca di un equilibrio che, se solo smettesse per un istante di cercarlo, si accorgerebbe di averlo già trovato.
Chi oggigiorno si sofferma a guardare i particolari delle cose? Si va di fretta, tutti corriamo. Ed anche Peque viaggia parecchio spedita.
Ma lei trova il tempo per fermarsi un attimo a riflettere, a pensare che ne sarà di tutti noi.
I bambini le "garbano parecchio". Quando ne incontra uno potrebbe stare lunghi minuti ad osservarne le mosse, lo sguardo. Forse cerca di capire cosa proverà quando, un giorno, potrà stringere finalmente Sasha tra le sue braccia.
La sua sensibilità è così spiccata che a volte penso che non possa appartenere al genere umano. Credo che sia dovuta in parte al suo dono naturale di trasformare la voce in musica. Forse fa parte di quei pochi eletti, anche se non so nemmeno se esistano, che riescono a percepire i pensieri delle persone prima che si formino nella loro mente.
Peque non usa profumo. Forse è per questo che mi ha regalato il libro di Suskind, del quale, oramai, posseggo soltanto la pagina che ho strappato, quella con la dedica che diceva: ta, Peque..
Perché l'ho strappata?
Per portarla via con me, pensando che quella fosse la cosa più importante che potesse ricordarmela per sempre.
Invece so perfettamente che è Peque che voglio avere per sempre.
..segue, ne sono sicuro..




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