Dipende in che direzione si guarda..
Per esempio, quando due persone condividono la stessa idea di felicità, stanno mettendo le basi per percorrere insieme la strada che li porterà a cercarla davvero e, quindi, ad essere liberi da schemi e preconcetti tipici dell'idea stessa di felicità.
Così tanto da poter finalmente scoprire che è il cammino fatto insieme per trovarla che conta, non raggiungerla in assoluto. Perché il tempo necessario a pianificare di raggiungerla e a stabilire come farlo, rappresenta lo spazio della vita stessa.
Qui sta la difficoltà: nell'affrontare il dolore di non saper riconoscere nell'uno la felicità dell'altro, nel non percepire la necessità di essere felici allo stesso modo, nell'avere visioni diverse del percorso da fare insieme. Allora si crede nel futuro, nel periodo indefinito di tempo in cui, prima o poi, ciascuno troverà la propria felicità. Tutto ciò porta a "squalificare" il presente perché si è troppo concentrati a costruire il futuro, pensando che laggiù si trovi la fine del percorso.
Sbagliato!
Il presente, inteso come l'attimo di vita racchiuso nello spazio di un solo pensiero, questo per esempio, contiene in se il tentativo riuscito di essere felici, e quindi la felicità massima raggiungibile in questo preciso istante...




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